Nella visione psicosomatica, la pelle non è solo un organo ma rappresenta molto di più: il nostro contatto con il mondo. La pelle è la parte di noi che dialoga con l’esterno, ecco perché va “ascoltata”, scoprendo cosa significano e come vanno affrontati tutti i disturbi che la possono affliggere.
Quali sono i comportamenti che salvano la pelle?
Chi soffre di malattie della pelle spesso, per evitare di esporsi nelle relazioni sociali, ricorre al silenzio e alla diplomazia. È così che, involontariamente, sviluppiamo relazioni malsane oppure facciamo fatica a stabilire una vera intimità. Il non detto si accumula fino a riversarsi sulla pelle, che si incarica di manifestare l’irritazione.
Cambiamenti, anche lievi, come il rossore, il pallore e la sudorazione esprimono i nostri stati d’animo, le nostre sensazioni, i nostri disagi. Se la pelle è il nostro organo bersaglio di tensioni e stress, anziché combattere i suoi disturbi solo con pomate e farmaci, impariamo a decodificare i suoi segnali. La regola fondamentale per guarire dalle malattie cutanee è relazionarsi con il mondo esterno in modo più naturale e spontaneo. Ecco quali sono gli atteggiamenti che ci aiutano.
Impara a dire di no, quando serve
Quando serve mettere paletti? Ad esempio in tutte quelle situazioni nelle quali non è chiara l’attribuzione di compiti e ruoli. Al lavoro, per esempio, ci si può ritrovare a fare ciò che spetterebbe a qualcun altro, oppure a dovere difendere la vita privata dall’intrusione dell’attività lavorativa. Stabilisci con chiarezza quello che ti compete e quello che ti è dovuto, poi sii deciso e fermo.
Segui l’istinto
Quante volte abbiamo la sensazione che “a pelle” una situazione non ci convinca oppure che sia la cosa giusta per noi? Dai più ascolto alle sensazioni di apertura, chiusura, alle attrazioni e alle repulsioni apparentemente immotivate: vedrai che quello che hai percepito non era sbagliato.
Accetta incertezza e cambiamento
Le situazioni e i momenti di passaggio spesso trovano il loro corrispettivo nella pelle che manifesta, ad esempio attraverso la psoriasi o l’acne, la difficoltà ad abbandonare la vecchia realtà per una nuova.
Nei momenti di transizione ciò che più ci turba è l’incertezza, l’incapacità di definire in modo chiaro le cose e di sapere cosa ci aspetta. Tutte le volte che ti capita di avvertire sentimenti contrastanti non costringerti a prendere una decisione affrettata, datti tempo e impara ad accogliere il cambiamento gradualmente.
Prenditi cura della tua pelle
Dopo il bagno o la doccia, abituati a massaggiare delicatamente tutto il corpo con una crema emolliente. Massaggiarsi aiuta a conoscere il proprio corpo e ad avvertirne i cambiamenti. Se poi compaiono sulla pelle all’improvviso eczemi o dermatite, o quando si aggravano i soliti disturbi, prova a far caso al tuo umore o a cosa sta succedendo nella tua vita.
Spesso dietro ad una manifestazione fisica, ci sono esigenze e turbamenti di tipo psico-emotivo che vanno considerati se si vuol risolvere il problema e non tamponare semplicemente la situazione.
E ricordati: prima della relazione con l’altro c’è la relazione con se stessi e, dal momento che la pelle delimita il nostro corpo, lo protegge e lo contiene, possiamo legare i problemi di pelle alla relazione non solo con l’altro ma anche e soprattutto con noi stessi.
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